POLISTENA:L'AUDITORIUM SI TRASFORMA IN BARICENTRO CULTURALE
"Un laboratorio di cultura permanente. Un progetto culturale di ampio respiro che proietterà Polistena a capitale della cultura nella Piana e nell'intera provincia". Così ieri mattina in municipio, il sindaco Michele Tripodi, in conferenza stampa, ha annunciato che una delle sei "residenze teatrali", presidi permanenti agevolati per le compagnie di teatro, veri e propri "teatri abitati", previsti dalla Regione Calabria avrà sede a Polistena. In sinergia con le associazioni presenti sul territorio, per tre anni, la Compagnia e Centro sperimentale d'arti sceniche "Dracma" di Vibo Valentia, realizzerà il progetto dal titolo "Alla ricerca del bello perduto", gestendo l'auditorium comunale e facendolo diventare punto di riferimento per l'intera Piana e per tutta la Provincia, del teatro di ricerca e di sperimentazione, della danza, della prosa, della lirica, dell'operetta, del jazz. Andrea Naso, direttore artistico della "Dracma" di Vibo Valentia, ha sottolineato che Polistena è l'unico Comune che mette a disposizione dei fondi per un progetto che prevede di mettere in luce autori calabresi, come Fortunato Seminara e Franco Costabile, che darà spazio ai ragazzi africani di Rosarno, che organizzerà dei laboratori studio ed anche un servizio di tutoraggio dando una mano ad una compagnia amatoriale, il "Teatro stabile" di Polistena.
In quella che sarà la residenza teatrale dell'intera Piana, la compagnia Dracma svolgerà attività di produzione, valorizzando i talenti e gli autori locali. Inoltre curerà la produzione di saggi di laboratorio, svolgerà attività di formazione, sia a carattere didattico-pedagogico grazie al protocollo d'intesa firmato con le scuole di Polistena e sia a carattere professionale con corsi di laboratorio curati da grandi maestri del teatro.
Le compagnie d'artisti che faranno tappa a Polistena, incontreranno i giovani ed il pubblico. Nel progetto d'ospitalità, un partner importante sarà l'associazione Libera e la coop Valle del Marro - Libera Terra. Gli artisti che si esibiranno in città saranno ospitati nel palazzo confiscato del quartiere Catena. Un tavolo di coordinamento coinvolgerà tutti i partner del progetto "Alla ricerca del bello perduto", che sono: la Fondazione "Fortunato Seminara" di Maropati, la compagnia amatoriale "Teatro stabile" di Polistena, "Città del sole edizioni", la coop Kalamè, l'associazione Nosside, la scuola di danza Tersicore, Rtv, la web tv "l'edicola di Pinuccio2, il Comune di Rosarno (metterà a disposizione navette gratuite per i migranti africani che vorranno seguire gli spettacoli), il Comune di Gioia Tauro (a disposizione alcuni beni confiscati per i laboratori). "Abbiamo messo a disposizione l'auditorium comunale - ha sottolineato il sindaco di Polistena - che sarà frequentato da giovani, professionisti e artisti di grande livello. Si tratta di una grande operazione culturale".
L'AUDITORIUM DI POLISTENA
ATTILIO SERGIO
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POLISTENA
RISTRUTTURATA E RIAPERTA LA SCUOLA DELL'INFANZIA VILLA MARIA
Festa grande ieri mattina per bambini, insegnanti e genitori per la riapertura del plesso Villa Maria della scuola dell'infanzia, a conclusione dei lavori per un importo complessivo di 357 mila euro. Sono stati il sindaco Michele Tripodi e il direttore del Circolo didattico, dott. Franco Nasso, a tagliare il tradizionale nastro inaugurale di un edificio completamente rinnovato, una struttura moderna, a norma, ampia ed accogliente. La scuola è all'avanguardia: impianto di videosorveglianza; risparmio energetico grazie all'impianto di riscaldamento a pavimento. Inoltre, l'edificio dispone di un'ampia area esterna a misura di bambino: piccolo anfiteatro all'aperto, giochi e panchine su di un moderno prato in erba sintetica.
"Villa Maria" potrà ospitare ben quattro sezioni di scuola dell'infanzia. Attualmente, in tre sezioni, sono ben 80 i bambini che frequentano Villa Maria, seguiti da 6 insegnanti, 2 di sostegno, 2 collaboratrici. Inoltre il plesso è provvisto di un'ampia mensa e cucina, nella quale lavorano una cuoca, aiuto cuoca e assistente. Alla cerimonia di riapertura della struttura scolastica, insieme ai genitori di tanti bambini, erano presenti, numerose autorità civili, militiari e religiose: il sindaco Tripodi con l'intera giunta comunale, il presidente del consiglio comunale Laura Scali, il parroco della parrocchia del SS. Rosario don Franco Borgese, il comandante la locale stazione dei carabinieri luogotenente Leonardo Ribuffo, il comandante la polizia municipale Alfredo Marcone, il consigliere comunale di minoranza Piero De Pasquale.
Il direttore didattico Franco Nasso ha parlato di giornata di festa per il ritorno a Villa Maria dopo un anno di lontananza e si è augurato che presto vengano ultimati i lavori nel plesso Risorgimento.
Il sindaco si è detto felice ed orgoglioso per una nuova struttura, moderna, dotata di un'area esterna meravigliosa dove i bambini potranno giocare e divertirsi, nell'ottica di fornire nuove servizi alla collettività, credendo nella scuola pubblica e lavorando in tandem con le istituzioni scolastiche per la buona crescita delle nuove generazioni.
"Vi sono stati dei ritardi per il completamento dell'opera - ha aggiunto il primo cittadino - in quanto la nuova Amministrazione comunale, ricevuta dalla Prefettura un'informativa di interdizione riguardante la ditta che aveva iniziato i lavori, ha deciso, in una politica di lotta alle infiltrazioni mafiose negli appalti e in nome della trasparenza e della legalità negli appalti, bloccare i lavori, interpellando la ditta seconda classificata nella gara. La struttura è stata completata da persone oneste". Per quanto riguarda il plesso Risorgimento della scuola dell'infanzia, il sindaco ha comunicato che, a causa di una nuova informativa prefettizia, l'Amministrazione comunale ha bloccato i lavori, ma ha assicurato che per l'inizio del prossimo anno scolastico il plesso sarà ultimato. È stato don Franco Borgese, il quale ha donato un crocifisso alla scuola, a benedire i locali, gli insegnanti, i genitori ed i bambini. La festa si è conclusa con un ricco rinfresco.
ATTILIO SERGIO
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MIMMO MUIA’ UN ARTISTA DEL FERRO BATTUTO A POLISTENA
di Giovanni Russo
L’artigianato del ferro battuto, diffuso in Calabria sin da epoche alquanto antiche, è una delle componenti caratteristiche di Polistena, cittadina che, sia prima che dopo il 5 febbraio del 1783, epoca di un terribile terremoto che rase al suolo tutti gli edifici pubblici e privati, ha fatto dell’arte e dell’artigianato la sua ragione di esistere.
Non va dimenticato l’apporto degli artigiani di Serra San Bruno accorsi nella Piana per sopperire alle maestranze che il terremoto aveva decimato. Tra i forgiari serresi della ricostruzione, vogliamo qui ricordare, particolarmente: Vincenzo Apa e Biagio Giancotta.
Testimonianze artigianali antiche ed attuali, a Polistena, dove permane viva la tradizione dei maestri forgiatori e della lavorazione del ferro a sbalzo (si intendono ricordare qui famiglie polistenesi che, per generazioni e generazioni, hanno svolto con dignità ed alta professionalità questo lavoro: Pace, Rao, Longo, Deleo, Giancotta. Va ricordata anche la famiglia Macedonio che si trasferì nella vicina Melicucco), sono riscontrabili ovunque, in edifici pubblici, facciate di molti palazzi nobiliari, case private ed in più chiese.
Accanto alle attività principali di produzione del ferro battuto, o di oggetti di uso quotidiano, si possono ammirare gli innumerevoli lavori, di gusto barocco, neoclassico e liberty, realizzati nelle botteghe della città: inferriate, lampioni, borchie, cancellate, scale, balaustre, cesellature, manufatti con figure umane o di animali, candelieri, testate di letti, grate, decorazioni varie o le creazioni dal filone artistico con esiti originali, come la produzione di pinze per le ostie o l’artistico pergamo della Chiesa della SS. Trinità, opera, quest’ultima, di Francesco Tripodi del 1885.
Mimmo Muià, , nipote d’arte per parte del nonno Domenico Muià, diventato fabbro grazie al suo amore per il ferro, materiale tra i più belli e, nel contempo malleabili, che si presta alla creazione di un’infinità di oggetti, ha iniziato, da bambino, a frequentare la bottega di Peppe Longo fu Francesco, un vero figlio di uno dei fabbri di vecchio stampo che fucinavano a mano col mantice.
Quello di Mimmo fu un lungo apprendistato fatto di sacrifici e di caparbietà nel rubare il mestiere, con gli occhi e col sudore, in momenti alquanto difficili per la sua numerosa famiglia da cui proveniva.
Oggi, Mimmo Muià, può essere considerato un maestro artigiano che, ancora, si serve di incudine, martello, forgia ed attrezzature tradizionali per realizzare le sue raffinate creazioni: candelieri, lampade, balaustre, letti, scale, cancelli, porte, fiori, portafiori, figure umane, suppellettili sacre, piccoli gruppi statuari, ma anche prodotti la cui semplicità e sobrietà, non scevre da eleganza, ben si adattano ad un mercato più accessibile. Egli crea prima nella sua mente i modelli con i relativi dettagli e li poi forgia, trasferendo in essi tutta la forza della sua passione, riuscendo bene a coniugare gli oggetti, sia al gusto ed a qualche messaggio del passato che alle istanze più attuali. I suoi lavori d’arte sono forgiati e assemblati con l’antica tecnica della ribattitura a caldo e della fascettatura. I metodi artigianali usati nella lavorazione consentono varie personalizzazioni sia nelle forme, che nelle dimensioni e nelle finiture.
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MIMMO MUIA’ ALLA “MOSTRA FABBRILE” di Zafferana Etnea(CT)
di Giovanni Russo
Domenico Muià, giovane fabbro di Polistena (RC), che fu allievo del maestro e compaesano Peppe Longo, entrambi eredi di una tradizione artigianale di indiscusso valore, ha partecipato, alla mostra fabbrile, organizzata nell’ambito della 6^ edizione dell’”Ottobrata” di Zafferana Etnea (CT), ridente cittadina di circa 7000 abitanti, situata a ridosso dell’Etna.
La manifestazione, promossa dall’encomiabile Comitato Organizzatore, con il patrocinio della Regione Siciliana, della Provincia di Catania e dal Parco dell’Etna, quest’anno, ha raggiunto i quasi 250 espositori divisi per settore : artigianale, artistico, turistico e gastronomico.
In tutte le domeniche di Ottobre, infatti, in tre grandi piazze della cittadina, in eleganti stands di legno, artigiani, operatori turistici e aziende varie danno vita ad una imponente esposizione dei loro migliori prodotti. Non mancano gli spettacoli musicali, l’animazione, le sfilate di moda, i balletti ecc.
A fruirne è una enorme folla di persone che giungono da tutte le parti (si calcolano oltre 40.000 persone in ogni domenica) .
L’Ottobrata, quest’anno, nella sezione artigianale, coordinata con competenza dall’industriale Giuseppe Privitera, ha ospitato una ben selezionata mostra di opere in ferro battuto, cui ha partecipato il fior fior delle maestranze, non solo siciliane, ma anche provenienti da diverse regioni italiane : Alfio Fichera, Giuseppe Agosta, Giuseppe Cucuccio, Pasquale Di Stefano, La Spina, Vito Gentile, Mimmo Muià ed altri che hanno dato vita ad una rassegna di opere, rigorosamente in ferro battuto e di enorme valore artigianale. Gli espositori di questa sezione, generalmente presenti alle varie mostre fabbrili quali quelle di Stia, Limena, Veroli, Pozzo Novo, ecc. hanno messo in evidenza : letti, tavoli, sedie, tavoli da salotto, rami con fiori, frutta, animali vari, candelabri, lumi, lampadari, crocifissi, oltre a delle vere e proprie sculture a grandezza più che naturale (quali il Cristo alla colonna e Padre Pio di Alfio Fichera). Alla mostra, hanno partecipato, inoltre, altri due maestri di indubbio valore internazionale : Lino Gialain, fabbro e scultore conosciutissimo che era accompagnato dal suo Sindaco di Pozzo Novo, Dr. Mario Tognin, organizzatore della ormai nota mostra di arte fabbrile, giunta alla 3^ edizione, e Vincenzo Capozza di Putignano.
A tutti è stata consegnata un’artistica targa in argento.
La mostra di Zafferana Etnea ha presentato forme dell’arte fabbrile in tutta la sua ricchezza di idee e di prodotti che vanno considerati come esposizione significativa dell’artigianato di categoria, presentata nel suo assieme e nei suoi dettagli, in ogni più classica o moderna espressione, in ogni singola manifestazione, perché venissero illustrate nella loro vera realtà, non solo le potenzialità di quest’arte, ma anche le effettive realizzazioni.
Le odierne produzioni presentate sono funzione diretta di una tale tradizione, di cui ne costituiscono la spontanea derivazione e la naturale continuità.La mostra ha voluto indicare che ancora oggi resta l’eredità delle antiche tradizioni ed ha lo scopo di destarne l’interesse.
Plaudiamo, quindi, con compiacimento, all’iniziativa di Zafferana perché, attraverso l’esposizione messa in atto, ci ha fatto conoscere ed amare un’arte che ha radici antichissime, ma ci ha dato anche l’opportunità di intraprendere rapporti di cordialità con gli artigiani, gente laboriosa e sana, che non si arrendono di fronte agli sforzi anelanti al recupero ed alla rinascita del loro antico mestiere.
Al nostro giovane Muià, apprezzato dai maestri su citati, tanto da essere stato invitato al “1° Raduno dei fabbri d’Italia”, che si è tenuto dal 10 al 12 Novembre 2000 nel Comune di Santa Maria di Licodia (CT), organizzato dalla locale Pro Loco. A tutti i maestri fabbri partecipanti, dal Presidente della Pro Loco venne consegneta l’incudine d’argento. Non ci resta che augurare al nostro giovane fabbro un proficuo prosieguo della sua carriera artistica, sulla scia dei vari Pace, Longo, De Leo, Rao e tantissimi altri che, a Polistena, hanno lasciato il segno indelebile della loro antica arte.
dal sito www.polistenaonline.it
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POLISTENA
A CAUSA DEL MALTEMPO CROLLA UN TRATTO DELL’ANTICO ACQUEDOTTO, UN PEZZO DI STORIA DELLA CITTA’
Non dà tregua il maltempo. Burrasca per l'intera giornata di domenica e nel corso della nottata sul territorio comunale e nel circondario, con piogge abbondanti accompagnate da forti raffiche di vento che, ancora una volta, hanno inferto un duro colpo alla deficitaria situazione delle arterie sull'intero comprensorio. I nubifragi che dal dicembre scorso stanno imperversando sul Paese hanno particolarmente segnato diverse regioni, tra cui la nostra dove il territorio reggino - sia sulla fascia tirrenica che su quella ionica - appare profondamente devastato.
Un super lavoro, quindi, per i vigili del fuoco del locale distaccamento. In contrada Giuseppina, le abbondanti piogge del fine settimana hanno provocato il crollo di uno degli archi in pietra delle antiche condotte murarie per la canalizzazione dell'acqua, dove in passato sorgeva il convento dei Cappuccini. Per fortuna il crollo è avvenuto durante le ore notturne, in un momento in cui non transitava nessuno lungo la stradina che dal ponte San Rocco passa per il "Calvario".
Si tratta di un pezzo di storia della città legato ai retaggi architettonici del passato che, dopo il crollo, se non si interverrà con un restauro complessivo rischia di scomparire per sempre e la città perderà una delle testimonianze più pregevoli non solo della sua architettura industriale ma anche dell'ingegno dei suoi artigiani. L'arco crollato fa parte di una condotta sopraelevata che in epoca remotissima e sicuramente prima del "flagello" – il terremoto del 1783 che rase al suolo la cittadina – portava l'acqua dalle sorgenti d'alta quota alle pubbliche fontane del centro abitato.
In una nota, Letterio De Domenico, coordinatore del locale circolo di "Forza Italia verso il Popolo della Libertà", evidenzia come «il crollo di un tratto di uno degli acquedotti più antichi della Calabria» sarebbe avvenuto in quanto la condotta «invece di essere ristrutturata e mantenuta come patrimonio comunale, è abbandonata e trascurata». E aggiunge che «di questo passo, molto presto di tale opera non rimarrà più niente».
I vigili del fuoco, sempre nel corso della notte tra domenica e lunedì, hanno dovuto lavorare anche lungo le strade provinciali. Nel territorio del Comune di Anoia, lungo la strada 43, in direzione di Melicucco, la pioggia e il forte vento hanno provocato la caduta di due alberi di pino che hanno ostruito la carreggiata, richiedendone dunque la rimozione.
Sempre i vigili del fuoco e la polizia di Stato sono anche dovuti intervenire lungo la strada provinciale Cinquefrondi-Anoia, a causa del crollo di un muro di pietra che, in conseguenza di uno smottamento franoso, è andato a finire sulla carreggiata per fortuna non arrecando danni agli automobilisti in transito.
Danni per il maltempo anche a San Giorgio Morgeto, dove è crollata buona parte della sede stradale nei pressi di una curva sull'arteria che conduce in paese. Dopo i nuovi smottamenti franosi, una situazione di pericolo è venuta a crearsi lungo la Provinciale Polistena-Taurianova, nel tratto successivo alla curva Mirello.
ATTILIO SERGIO
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