A PALMI LE FESTIVITA' IN ONORE DI SAN ROCCO
Nella Chiesa dell’Immacolata si venera San Rocco le cui festività assumono una importanza rilevante.
La grande festa si svolge il 16 Agosto di ogni anno, con la partecipazione di una folla imponente di fedeli provenienti anche dai paesi vicini.
Particolare suggestione viene resa dagli “spinati”, uomini e donne recanti il peso della corona o della cappa di spine, che per penitenza sfilano dinanzi alla statua.
Il culto dei palmesi verso il Santo risale ai secoli passati.
Su questo argomento, ed in particolare sulla Chiesa dell’Immacolata e di San Rocco, vi segnaliamo un interessante scritto del prof. Domenico Ferraro da noi inserito in questa pagina.
LA STATUA DI SAN ROCCO RESTAURATA IN OCCASIONE DEI FESTEGGIAMENTI DEL 2006
CHIESA DELL’IMMACOLATA E SAN ROCCO
Nel posto dove sorge l’edificio sacro e gli attigui locali della Congrega dell’Immacolata e San Rocco, nel passato vi erano affiancate, con il prospetto principale nella piazzetta antistante, la chiesa di San Rocco, nell’area occupata dalla sede della Congrega, l’oratorio dell’Immacolata, dove si radunavano i Confratelli per gli uffici religiosi e per le adunanze.
La Congrega ebbe il regio assenso il 18 novembre 1777, però era efficiente prima. In merito lo studioso Rocco Liberti con riferimento alla Confraternita dello Stellario di Maria, istituita dai Francescani Conventuali nella Chiesa di Santa Maria di Ceratulli, commenta:”Molto probabilmente dessa(la Confraternita dell’Immacolata) potrà essere collegata ad altra più antica istituzione scomparsa nel corso dei secoli oppure modificata nel nome”.
La suddetta dislocazione degli edifici si modificò a causa del terremoto del 1908.
All’indomani del terremoto la venerata statua di San Rocco fu collegata nella cappella in legno e lamiere che, sconsacrata, tuttora esiste nella stessa piazzetta, ridimensionata nella parte anteriore per l’apertura di via Oberdan; mentre fu ricostruita in muratura e legname nel luogo primitivo la chiesa dell’Immacolata, dov’era quella di San Rocco.
Soltanto nel 1951 le due statue furono poste sugli altari dell’attuale chiesa, aperta al culto ad opera di Mons. Giovanni Ammendolia, rettore e padre spirituale della Congrega, il quale, all’impegno per la formazione religiosa, unì la sollecitudine e l’interesse per la ricostruzione della chiesa.
La devozione dei palmesi all’Immacolata è molto sentita e si esprime specialmente nei giorni della festa: funzioni al mattino e alla sera.
Un tempo i riti della novena venivano celebrati prima dell’alba al fine di agevolare la frequenza alle sacre funzioni i lavoratori, soprattutto contadini.
Alla celebrazione delle novene, la Congrega invitava a tenete il pergamo valenti predicatori, fra i quali lasciò memoria della sue omelie p. Pio Ciuti, domenicano.
Le funzioni liturgiche culminavano, come oggi, nel giorno dell’Immacolata con le sante messe al mattino e con la processione, nel pomeriggio, alla quale partecipavano, in divisa e inquadrati, i confratelli con le insegne della Congrega.
La festa di San Rocco, compatrono della città, si celebra il 16 agosto con cerimonie e manifestazioni religiose, folkloriche, pirotecniche.
Alla processione intervengono centinaia di “spinati”, i devoti che a dorso nudo, indossano una cappa di spine(spalassi) e, a piedi nudi, seguono la statua del Santo, portata su una varetta da ventiquattro giovani, i quali si tramandano il privilegio per eredità.
Nella giornata di San Rocco è consuetudine offrire, per la intercessione del Santo, avvocato presso Dio, gli ex voto in cera, che numerosissimi sono depositati ai piedi del Taumaturgo.
La Congrega conserva l’aureola, il reliquario d’oro di San Rocco e gli oggetti in argento cari al Santo pellegrino: la fiaschetta, la conchiglia, raccolta a Finestrelle, al ricordo del “cammino” a Santiago di Compostella, la zucca, il cappello a larghe falde, il bastone, insieme al fedele cane.
Il culto dei palmesi verso il Santo, protettore nelle pestilenze, risale ai secoli scorsi: documenti inoppugnabili documentano la devozione.
Nel 1586, infatti, Mons. Del Tufo, vescovo di Mileto, scrisse nel verbale della Santa Visita: “Die xxv mensis ottobris 1586. Continuando la sua visitazione visitò la chiesa di San Rocco di Palme,nella quale(sorgeva). L’altare maggiore, il quale non era consacrato, ma adornato di tre tovaglie e candelieri e arredi altare di seta gialla e sopra un quadro di tela con l’immagine pinto ad oglio di S. Rocco con la cornice adorata”.
Altro attestato è il Breve di Papa Gregorio XV del 12 maggio 1623. relativo agli altari privilegiati, in cui è detto della presenza di cinque sacerdoti, officianti la chiesa.
In merito alla chiesa di San Rocco lo studioso ing. A. Tripodi ha reperito nell’Archivio di Stato di Palmi un documento straordinario per la sua singolarità, degno di essere conosciuto, in cui è riportato un episodio di abusivismo edilizio, ma che attesta l’officiatura della chiesa in quella data. E’ trascritto che nella notte tra la domenica e il lunedì 20 giugno 1768 quattro muratori e otto manovali innalzarono i muti alti due metri del campanile della chiesa “sotto lo sguardo vigile del procuratore sac. Saverio Barone”.
L’antica chiesa, visitata da Mons. Del Tufo, fu distrutta dal terremoto del 1783 e fu riedificata dall’appaltatore Don Fulvio Messina nel 1788, essendo direttore dei lavori l’ing. Pietro Galdo. Lunga palmi ottanta, larga palmi trenta, alta palmi ventiquattro(m. 20,80x m. 9,88x m. 6,24) ospitò, per alcuni anni, la sede della Chiesa Madre e fra le cerimonie che si celebrarono con solennità è citata la commemorazione del Sommo Pontefice San Pio X con la partecipazione delle Associazioni cittadine e dell’Arciprete della Cattedrale di Mileto, che tenne il discorso.
Negli anni successivi furono apportate diverse modificazioni alle strutture murarie fino al 1949, quando l’edificio fu demolito per far luogo al nuovo. In quell’antico fabbricato si conservavano i resti di un altare in marmo bianco attribuito ai Gaggini ed era venerata la statua in legno dell’Immacolata, opera del De Lorenzo, distrutta dall’incendio del 30 dicembre 1924. L’interno della moderna chiesa, in quest’ultimi anni, è stato abbellito con il grande mosaico- mq. 50 di materiale pregiato di Murano e di Ravenna- di scuola fiorentina(Casa Rampini) che si estende sulla parete centrale dell’altare maggiore, a coronamento della bella statua della Vergine Immacolata, dovuto all’impegno di Mons. Rocco Iaria, per molti anni apprezzato rettore.
Completano l’ornamento dell’interno, le stazioni della Via Crucis in ceramica e il grande lampadario centrale, opera di artigiani palmesi, residenti a Firenze.
L’altare di San Rocco, nella cappella di sinistra, eretto nel 1962, è opera d’arte in bronzo dorato del ben noto scultore Alessandro Monteleone.
Le pitture dei quadri ad olio, raffiguranti episodi della vita di San Rocco, sono del pittore Maurizio Carnevali.
DOMENICO FERRARO
Dal volume “PALMI NELLA FEDE”.
L'ANTICA CHIESA DI SAN ROCCO
L'ALTARE DI SAN ROCCO OPERA DELLO SCULTORE ALESSANDRO MONTELEONE
IL MONUMENTO IN ONORE DI SAN ROCCO DELLO SCULTORE MAURIZIO CARNEVALI
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A CURA DEL COMITATO DEI FESTEGGIAMENTI
IL TESORO DI SAN ROCCO CON I NOMI DEI DONATORI
Per la prima volta nella storia della Congrega di San Rocco e dell'Immacolata di Palmi è stato redatto un inventario del tesoro di San Rocco e della Madonna della Immacolata, costituito dagli ex voto in oro e argento, parte dei quali durante i festeggiamenti del santo e della Vergine adornano le statue.
A decidere l'iniziativa è stato il nuovo comitato dei festeggiamenti di San Rocco, presieduto dal priore prof. Vincenzo Saffioti che grazie all'autorizzazione concessa dal Padre Spirituale Monsignore Silvio Mesiti, ha proceduto ad stilare l'inventario di tutto l'oro depositato per tradizione nel corso dell'anno presso i caveau della banca. Un tesoro che viene poi prelevato nell'imminenza dei festeggiamenti e collocato quale ornamento alla statua.
Dall'esame degli oggetti è stato possibile risalire in alcuni casi anche all'identità dell'offerente, e tra di essi ha particolare importanza storica la donazione più antica è costituita dalla Corona della Madonna dell'Immacolata, che risale al 1856 ed è stata offerta da Don Nicolino Porchi. Segue nel 1861 una statua con base in argento dell'Immacolata donata da P. Savoia Governatore, infine i tre attributi in argento più importanti della statua di San Rocco, costituiti dal Cane, dal Cappello e dalla Borraccia che sono stati donati dai fedeli: Suriano, Cianducale, Pugliese, Sandulli e Porco nel 1921. Vi sono poi altri oggetti in metallo prezioso che portano date a partire dal 1974. Ogni singolo oggetto, è stato fotografato e descritto minuziosamente indicandone il peso, il nominativo del donatore e la data della donazione, ove risultava. La documentazione fotografica dei gioielli, sarà pubblicata nel sito internet dedicato (www.sanroccopalmi.it) che già è possibile consultare sul web, in modo da permettere a tutti i fedeli, anche se residenti all'estero, di poter rivedere gli ex voto magari da loro stessi offerti .
Il comitato ha espresso il ringraziamento della congrega ai Carabinieri di Palmi, che con la loro costante presenza sia durante il prelievo che nell'operazione di inventario, hanno assicurato la migliore correttezza dell'operazione. Tra i programmi del nuovo comitato vi è anche la realizzazione di una teca blindata, ove esporre i preziosi donati.
GIUSEPPE MAZZU'
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DOMENICO AUGIMERI " CASETTA DI CAMPAGNA"