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SPECIALE CULTURA *


POLISTENA HA CELEBRATO L'ARTE E IL RUOLO CULTURALE DI GIUSEPPE NIGLIA

INAUGURATO IL MONUMENTO ALL'EMIGRANTE

Non solo un ricordo per fare memoria, ma soprattutto uno studio sull'artista, una profonda rivalutazione delle sue opere, una sorta di storicizzazione di un grande scultore, di un intellettuale totale, figlio di Polistena, affinché le giovani generazioni possano ricevere dallo studio della sua espressione artistica una funzione educativa.
Ad un anno dalla scomparsa, la città ha dedicato un convegno allo scultore Giuseppe Niglia, insigne artista, le cui opere fanno bella mostra in Italia e all'estero. Prima del convegno, il sindaco Michele Tripodi, insieme al figlio Leon Giulio e alla moglie Iole di Giuseppe Niglia, alla presenza del sen. Girolamo Tripodi, ha scoperto il monumento all'emigrante, opera dello scultore polistenese, al quale è stata data la collocazione voluta dall'artista, con l'incisione della targa ideata dal Niglia con su scritto "All'Emigrante - ideale di liberazione umana e civile".
Nel viso della scultura, si può ammirare la sofferenza e l'angoscia dell'emigrante, nonché l'ansia per il futuro. È stato l'editore Domenico Laruffa a moderare il convegno di studio su "Giuseppe Niglia scultore", sottolineandone la bravura nello sperimentare nuove forme. Il sindaco Michele Tripodi ha assicurato l'impegno dell'Amministrazione comunale a porsi al fianco della famiglia Niglia e dell'associazione che porta il suo nome, per iniziare un percorso da costruire per fare opera di memoria perenne.
L'assessore provinciale alla cultura Eduardo Lamberti Castronuovo, dopo aver ricordato il portale realizzato da Niglia per la Cattolica dei Greci in via Aschenez a Reggio Calabria, ha annunciato che la Provincia si farà carico di chiedere che sia intitolata nel capoluogo di provincia una strada a Giuseppe Niglia.

I lavori sono stati introdotti da Marina Formica, docente di storia moderna all'Università di Roma Tor Vergata, per la quale ricordare lo scultore Niglia non vuole essere una celebrazione fine a se stessa di un umanista vero innamorato della bellezza e sempre alla ricerca del vero, della natura e del divino, bensì un percorso ideale attraverso la valorizzazione della casa-museo di Niglia, la tutela e promozione delle sue opere, la loro catalogazione, una mostra itinerante in Italia e all'estero.
Su "Giuseppe Niglia nel contesto del suo tempo", ha relazionato Giovanna Capitelli, docente di storia dell'arte moderna all'Unical la quale, dopo essersi soffermata sulla personalità dell'artista, ha analizzato alcune delle sue opere più conosciute. Su "Immaginario urbano e segno plastico", si è soffermato Mario Pisani, docente di storia dell'architettura all'Università di Napoli, rimarcando il gusto del Niglia per gli spazi abitati da storie e personaggi, il trionfo della speranza, delle storie e dei personaggi nelle sue opere. Su "I materiali dello studio" ha relazionato Maria Saveria Ruga dell'Università di Pisa, la quale ha analizzato l'aspetto della solidarietà umana e lo spirito sociale in alcune opere dello scultore. "Due opere a Reggio Calabria", è il tema scelto da Enzo Bentivoglio, direttore del dipartimento patrimonio architettonico e urbanistico della "Mediterranea" di Reggio Calabria. Su "La poesia delle immagini in Giuseppe Niglia, tra campi e nuvole", ha relazionato Rino Caputo, preside della facoltà di lettere e filosofia all'Università di Roma Tor Vergata, il quale ha dimostrato come ci sia una relazione tra le opere di poesia e l'arte plastica del Niglia. L'omaggio all'artista in immagini è stata curata dal fotografo Giulio Archinà. Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, docente di storia dell'arte moderna all'Università di Roma Tor Vergata, ha evidenziato le qualità artistiche di rilievo del grande artista. La moglie di Giuseppe Niglia, la signora Iole, ha giudicato la giornata come un "leitmotiv che ci ha portati indietro nel tempo fino a questa contemporaneità. Per me - ha concluso - è stato come ascoltare un canto della sua arte".



ATTILIO SERGIO







ALCUNE IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE









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UN NUOVO VOLUME A CURA DELL’ASSOCIAZIONE AMICI CASA DELLA CULTURA “LEONIDA REPACI” DI PALMI


GEOGRAFIA DELL’ANIMA












“La Calabria è una terra grande quanto mezzo Piemonte, e io non posso dire di conoscerla tutta. E' questa una delle mie spine. Ho girato tanto mondo... e non conosco della terra nativa che quella balconata a mare infiorata di ulivi, di vigne, di eucalipti, di aranci, che guarda la Sicilia e le Eolie. Più che alla realtà, la Calabria appartiene per me alla geografia dell'anima...” Così scriveva Leonida Répaci nel suo Taccuino segreto.
E proprio prendendo spunto da questa annotazione dello scrittore l’Associazione Amici Casa della Cultura ‘Leonida Répaci’ di Palmi ha realizzato un prezioso volume che con il titolo Geografia dell’anima mette a confronto alcuni significativi brani di Répaci con immagini capaci di restituire le emozioni dello scrittore. Una rivisitazione della regione con la guida esperta di chi la Calabria, nella molteplice sfaccettatura dei suoi aspetti, ha conosciuto ed amato in profondità.
Il volume traccia, grazie anche alle accurate immagini di Stefano Vecchione ed Attilio Zagari, un percorso originale che diventa sintesi del patrimonio storico, artistico, ambientale, della regione.
Apre il volume il rigoroso saggio di Maria Brancato, docente di Geografia nell’Università degli Studi di Messina, che esplora approfonditamente il percorso umano ed intellettuale dello scrittore, consentendoci così di poter meglio cogliere l’emozione di una Calabria raccontata nella sua autenticità.
Geografia dell’anima si presenta in elegante veste editoriale: grande formato (cm.23x30), carta patinata, 92 pagine, 66 immagini, stampa integralmente a colori, copertina cartonata con sovracoperta patinata lucida, elegante impaginazione grafica. Il prezzo di copertina è di trenta euro.



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Nell'incontro dell'Ufficio di Presidenza della Regione Calabria con il Presidente della Repubblica, l'on. Loiero ha scelto come dono per l'on. Napolitano, il volume "Geografia dell'anima" editato dagli Amici della Casa della Cultura "L. Repaci" di Palmi.





LA CALABRIA DI LEONIDA REPACI




L’oleastro che sprizza dalla nuda roccia: una immagine ricorrente nelle pagine di Leonida Répaci. Una immagine che diventa simbolo, metafora concreta, di una attitudine morale, quella di affrontare il mondo, la vita, senza arrendersi di fronte alle difficoltà. Come quell’ulivo che sullo scoglio della Tonnara di Palmi resiste da sempre a tutte le intemperie.
Ma questa disposizione del cuore, della mente, ad accettare la sfida, non è semplicemente un tratto personale dello scrittore, è anche un carattere identificativo delle sue radici regionali. “Calabrese, nella sua migliore accezione metaforica, vuol dire Rupe, cioè carattere…”, afferma Répaci. “Per me Calabria significa categoria morale, prima che espressione geografica.”
Ed ogni volta che egli si affaccia dalla sua ‘guardiola’ dell’amatissima villa della Pietrosa, volgendo lo sguardo verso l’incomparabile paesaggio che gli si apre davanti, c’è immediata una vibrazione interiore. La realtà fisica risveglia sentimenti, pensieri, riflessioni; diventa simbolo, stato d’animo. Il paesaggio naturale evoca e rivela quello interiore.
Tanti scritti di Répaci possono esser letti in questa chiave a cominciare dalla sua “favola” assai nota, Quando fu il giorno della Calabria. E proprio partendo da questo testo, quale base di riferimento, ma spaziando poi in tutta la sua produzione, abbiamo voluto, con questo volume, mettere a confronto le parole di Répaci con immagini capaci di restituire le emozioni dello scrittore. Una rivisitazione, insomma, delle regione con la guida esperta di chi la Calabria, nella molteplice sfaccettatura dei suoi aspetti, ha conosciuto ed amato in profondità.
In questa prospettiva, l’attento ed originale saggio di Maria Brancato, docente di Geografia nell’Università degli Studi di Messina, esplora approfonditamente il percorso umano ed intellettuale dello scrittore, sottolineandone gli snodi decisivi e restituendoci così, con felicissima sintesi, un Répaci col quale, pensiamo, ciascun lettore finirà col sentirsi in sintonia, ritrovando nelle parole dello scrittore l’emozione di una Calabria raccontata nella sua autenticità.
Danno corpo e luce a questo percorso le immagini accurate di Stefano Vecchione ed Attilio Zagari che hanno aderito con rara disponibilità alla realizzazione del volume.
Con Geografia dell’anima la nostra Associazione continua nell’impegno per il quale si è costituita nel giugno 2001 e cioè far conoscere e valorizzare da una parte l’opera di Leonida Répaci, dall’altra la Casa della Cultura di Palmi che allo scrittore fu intitolata nell’ottobre del 1984. In quella occasione Répaci, presente e visibilmente commosso, pronunciò un discorso memorabile che ripercorreva la sua storia di scrittore, di calabrese, di cittadino palmese.
Né si sottrasse, seppur con grande discrezione, - lui che per una vita era stato un grande organizzatore di cultura - dal compito di tracciare una direzione di marcia per la nuova struttura. “Io non sono qui - diceva - per dettare programmi e indirizzi… ma un orientamento di massima posso senz’altro suggerirlo, un orientamento che ha sempre ispirato la mia vita: puntare a fare, a seminare, con la convinzione che qualcosa nascerà; creare degli stimoli culturali nella consapevolezza che nient’altro come la cultura è mezzo insostituibile di reale crescita civile…
E aggiungeva: “Sta a chi la gestisce - cioè a chi traduce nei fatti le possibilità potenziali che offre la Casa della Cultura - la responsabilità di renderla un organismo attivo, realmente inserito nella comunità, e inserito come un suo cuore pulsante, come un laboratorio di idee, non come un luogo di più o meno decoro nel quale di tanto in tanto ritrovarsi per una mostra di pittura, per una conferenza o per un convegno… Si tratta di farne un punto di riferimento per le attività culturali della provincia, se non dell’intera regione… È importante non solo che ci siano idee, ma che le idee si rinnovino. E questo può avvenire solo dal contatto, dal confronto, dal dibattito.”
Rispetto a questo limpido programma siamo a tutt’oggi tutti debitori: semplici cittadini, operatori culturali, enti territoriali. La Casa della Cultura attende ancora soluzioni organizzative ed istituzionali che le consentano di concretizzare le indicazioni dello scrittore. Come pure soluzioni adeguate esige l’utilizzazione della Villa della Pietrosa, generosamente donata al Comune di Palmi. Voleva, Répaci, che la Pietrosa fosse, soprattutto per i giovani, il libro da “…leggere/ dalla prima all’ultima pagina/ per capire come e perché/ Leonida e Albertina Répaci/ non si son dati tregua/ negli anni/ per dare alla Pietrosa/ in una dimensione di cultura/ una lezione di vita e di speranza” (L. Répaci, La Pietrosa racconta)
È stato soprattutto qui fra i profumi, i colori cangianti, i silenzi, il mormorare degli alberi e degli uccelli, che Leonida Répaci ha potuto disvelarci la sua geografia dell’anima.




Antonio Minasi

Presidente dell’Associazione

Amici Casa della Cultura ‘Leonida Répaci’


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PUBBLICHIAMO, QUI DI SEGUITO, ALCUNE FOTO TRATTE DAL VOLUME DI CUI SOPRA, PER GENTILE CONCESSIONE DELL'ASSOCIAZIONE AMICI CASA DELLA CULTURA "LEONIDA REPACI" DI PALMI






GERACE- LA CATTEDRALE (foto di Stefano Vecchione)


GERACE- LA CATTEDRALE- INTERNO (foto di Stefano Vecchione)


SCILLA (foto di Stefano Vecchione)


SCILLA (foto di Stefano Vecchione)


FICHI D'INDIA (foto di Stefano Vecchione)



BAGNARA- VITI SUL PENDIO- (foto di Stefano Vecchione



TOMMASO CAMPANELLA


PALMI- SCOGLIO DELL'ULIVO- (foto di Attilio Zagari)


PASCOLI IN SILA (foto di Stefano Vecchione)


LORENZO CALOGERO (foto di Attilio Zagari)


MATTIA PRETI- PREDICA DI S. GIOVANNI BATTISTA (Museo Civico di Taverna)


STILO- LA CATTOLICA-


MICHELE GUERRISI- DEPOSIZIONE (foto archivio Amici Casa della Cultura)












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