POLISTENA
ALLA MARCIA DELLA PACE PRESENTI DON GIACOMO PANIZZA E FRANCESCO AZZARA'
Capodanno all'insegna della pace e della giustizia in città. Alla tradizionale marcia della pace di capodanno, due testimoni d'eccezione: don Giacomo Panizza e Francesco Azzarà.
Anche il 2012 si aprirà a Polistena e nel comprensorio all'insegna della pace. Fedele ad una tradizione di ventiquattro anni e con la passione di un rinnovato impegno, anche quest'anno, in occasione della celebrazione della Giornata mondiale della Pace del primo giorno dell'anno, l'associazione "Il Samaritano", che opera da tantissimo tempo a favore di una cultura della Pace, della non violenza, della legalità e della lotta alla mafia, organizza la tradizionale marcia della pace di capodanno. L'associazione "Il Samaritano", guidata da don Pino Demasi, intende così ancora una volta "cantare la speranza" in una terra dove la delinquenza organizzata, l'illegalità diffusa, i soprusi fanno spesso da padroni e rendono impossibile la vita delle persone. In questo senso, precisa don Demasi, la manifestazione vuol significare anche lo sforzo di dare voce a tutte le persone ed in modo particolare a quei giovani che, anche in questa terra di Calabria, con passione e uscendo dal quieto vivere e dalla rassegnazione, stanno lavorando per il cambiamento. Sarà infatti il messaggio del Sommo Pontefice "Educare i giovani alla giustizia e alla pace" a fare da guida alla manifestazione. "Il tema -sottolinea don Pino- entra nel vivo di una questione urgente nel mondo di oggi, ma soprattutto in Calabria: ascoltare e valorizzare le nuove generazioni nella realizzazione del bene comune e nell'affermazione di un ordine sociale giusto e pacifico dove possano essere pienamente espressi e realizzati i diritti e le libertà fondamentali dell'uomo". "Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società - è quanto scrive fra l'altro il Papa, nel suo messaggio, rivolgendosi
DON GIACOMO PANIZZA
direttamente ai giovani - non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di amore vero. Vivete intensamente questa stagione della vita così ricca e piena di entusiasmo".
L'appuntamento è per il 1° gennaio, alle ore 18, nel Duomo di Polistena, per la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo della Diocesi, Luciano Bux, al quale spetterà anche il compito di commentare ed attualizzare il messaggio del Papa. Subito dopo, la Marcia della Pace, che sarà aperta dai giovani dell'associazione "Il Samaritano", delle parrocchie, dell'Agesci, dell'Azione Cattolica, della cooperativa "Valle del Marro" e del presidio di "Libera". Le conclusioni in piazza della Repubblica, con la testimonianza di don Giacomo Panizza, fondatore ed animatore della Comunità Progetto Sud, vittima di intimidazioni mafiose ed impegnato nel fronte antimafia.
FRANCESCO AZZARA'
Alla marcia, cui hanno dato l'adesione l'Amministrazione comunale, le Istituzioni cittadine e tutto il mondo dell'associazionismo e del volontariato, sarà presente anche Francesco Azzarà.
ATTILIO SERGIO
SVOLTASI A POLISTENA LA MARCIA DELLA PACE: SOLIDARIETA' E ANTIMAFIA
Don Giacomo Panizza e Francesco Azzarà al fianco dei giovani di Polistena e della Piana, a don Pino Demasi e al vescovo Luciano Bux, per cantare la pace e la speranza in un cambiamento possibile. Per la 24^ volta, tantissime candele accese hanno rischiarato di luce e di speranza le strade di Polistena, nel corso di un Capodanno all'insegna della pace e della giustizia.
Anche il 2012 si è aperto con la tradizionale marcia della pace organizzata dall'associazione "Il Samaritano". Il primo momento, la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo della Diocesi, Luciano Bux, in un Duomo gremito di giovani, gente comune, tra le quali la mamma di Massimiliano Carbone ed un gruppo di volontari di Monopoli vicini a "Libera" e numerose autorità civili, militari e religiose. Don Pino Demasi, nel suo saluto iniziale, ha tra l'altro, affermato: "Esserci ancora, dopo 24 anni, non è un merito, ma una sfida appena cominciata. L'impegno per la giustizia e per la pace che si rinnova è l'unico, il solo che possiamo pensare e osare perché non c'è tempo per perdere tempo, per lesinare un'idea, per rimandare il da farsi. In una Regione nel cui dialetto stranamente non esiste il tempo futuro, c'è un tempo che va invece osato: è il nostro tempo. Quello, cioè questo, in cui bisogna forzare l'aurora a nascere. Siamo qui a cantare la speranza in un mondo senza pace ed in una terra dove la delinquenza organizzata, l'illegalità diffusa, i soprusi fanno spesso da padroni e rendono impossibile la vita delle persone. Siamo qui a dare voce a tutte le persone ed in modo particolare a quei giovani che, anche in questa terra di Calabria, con passione e uscendo dal quieto vivere e dalla rassegnazione, stanno lavorando per il cambiamento".
Nella sua omelia, il vescovo Luciano Bux ha invitato tutti ad "avere un cuore nella pace", chiedendo ai giovani responsabilità, mettendo in pratica la libertà, ed ha aggiunto: "L'augurio di Capodanno è la pace fra tutti ma soprattutto la pace deve stare dentro di noi".
Nel corso della preghiera dei fedeli, il gruppo scout "Polistena 1" ed i volontari di Monopoli hanno invocato la pace per la Piana ed i suoi giovani, e per gli operatori di "Libera".
Subito dopo, la Marcia della Pace, aperta dai colori delle bandiere della pace in mano ai giovani dell'associazione "Il Samaritano", delle parrocchie, dell'Agesci, dell'Azione Cattolica, della cooperativa "Valle del Marro" e del presidio di "Libera". Dopo aver attraversato le vie principali della città, la marcia della pace è giunta in piazza della Repubblica, dove Francesco Azzarà, l'operatore umanitario di Emergency sequestrato in Sud Darfur il 14 agosto scorso e liberato il 16 dicembre, nel ringraziare tutti per la solidarietà ricevuta, ha affermato che la marcia di Polistena è un'azione concreta per la pace, in quanto bisogna mettere in campo una solidarietà fattiva, impegnandosi in prima persona, oltre le parole, per la legalità. Don Giacomo Panizza, fondatore ed animatore della Comunità Progetto Sud, vittima a Lamezia Terme di intimidazioni mafiose ed impegnato nel fronte antimafia, accolto da un fragoroso applauso, ha affermato che la Calabria ha bisogno di dare voce a tutti quelli che vengono calpestati in ogni tratto di strada messo sotto dalla malavita. Don Giacomo ha invitato i giovani a fare la loro parte, ed ha aggiunto: "La loro felicità dipende dalla pace e dalla giustizia, ma attenzione che gli educatori non considerino i giovani creta da plasmare. Quando aiutiamo qualcuno a crescere bisogna farlo insieme a lui, perché trovi dentro di sé le qualità per affrontare la vita".
Don Giacomo ha anche denunciato la lunga serie di intimidazioni che a Lamezia nell'ultimo mese e mezzo hanno colpito i più vari bersagli, non ricevendo l'attenzione dei media. "I giornali hanno parlato solo di noi - ha detto - ma la 'ndrangheta occupa il territorio e non la si combatte dando spazio solo ad alcuni".
ATTILIO SERGIO
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SAN GIORGIO MORGETO: REALIZZATO UN PRESEPE ARTISTICO ANIMATO
Dopo due mesi e mezzo di lavoro, gli abili maestri artigiani del Club "Amici del presepe sangiorgese", guidati da Salvatore Valerioti, hanno allestito, all'interno dell'ex convento dei Domenicani, l'artistico presepe animato, ricco di accorgimenti sia tecnici che artistici. Si potrà visitare tutti i giorni fino alla ricorrenza della Candelora. Il presepe meccanizzato ha le sue origini negli anni '30 del Novecento, per iniziativa dei padri Domenicani del convento affiancati da alcuni artigiani sangiorgesi tra i quali Alessandro Cangemi, abilissimo a costruire "i pastori movimentati" che ancora oggi sono parte integrante del presepe. Il frantoio, il mulino ad acqua, il convento, la fontana maggiore, la rappresentazione meccanizzata dei lavori artigianali, le animazioni dei pastori, dimostrano la grande varietà delle scene, nell'alternarsi del giorno e della notte attraverso uno spettacolare gioco di luci, riprodotte nel tradizionale ed imponente presepe animato di San Giorgio Morgeto. Grazie al certosino lavoro dei maestri artigiani, il suggestivo presepe ogni anno si arricchisce di nuove scenografie e nuovi movimenti. Artigianato, tradizioni, usi e costumi, storia, cultura, rivivono in un'opera divenuta ormai una vera e propria attrazione visto l'afflusso ogni anno di visitatori, all'interno delle mura dell'ex convento dei Domenicani. A San Giorgio Morgeto rivive la magia del presepe. Provare per credere.(a.s.)
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MOSTRA DI PRESEPI DELL'ARTIGIANO POLISTENESE ROCCO SORBARA
Su iniziativa della Società Mutuo Soccorso "Fede e Lavoro", nella chiesa della Trinità, è stata inaugurata la mostra di presepi dell'artigiano polistenese Rocco Sorbara. Sino al 13 dicembre, tutti i giorni, dalle ore 10,30 alle 13,30 ed il pomeriggio dalle ore 14,30 alle 17,30, si potranno ammirare 24 caratteristici presepi, dalle grandi e piccole dimensioni, realizzati con "materiali poveri", pezzi di legno di ogni genere.
I più originali sono ricavati in tronchi e radici di albero di ulivo. Una passione nata sin da bambino quella di Rocco Sorbara che da 15 anni realizza anche il caratteristico presepe allestito all'interno del Duomo cittadino. Il dott. Pietro Greco, presidente della Mutuo Soccorso "Fede e Lavoro", nel corso dell'inaugurazione della mostra, ha sottolineato che essa "rende merito all'estro creativo di un socio della Fede e lavoro. Nei presepi di Rocco Sorbara traspare il suo mondo interiore, la sua grande religiosità e la sua semplicità". La famiglia di Nazareth rappresentata nei 24 presepi di Sorbara, testimonia il talento, l'inventiva, la passione e l'umiltà di un artigiano polistenese, nella convinzione che sia importante valorizzare il presepe all'interno delle famiglie e della comunità intera. La Mutuo Soccorso "Fede e Lavoro" è anche impegnata nella realizzazione del presepe elettromeccanico che dal 17 dicembre al 10 gennaio si potrà visitare in piazza della Repubblica. Inoltre, il sodalizio presieduto da Pietro Greco, per il secondo anno consecutivo, organizzerà, in collaborazione con l'Amministrazione comunale, il "Capodanno in piazza".
GLI ORGANIZZATORI DELLA MOSTRA
ATTILIO SERGIO
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IL PRESEPE DEL DUOMO DI POLISTENA
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MELICUCCO: PRESEPE ANIMATO REALIZZATO NELLA SCUOLA ELEMENTARE SEN. DOMENICO ROMANO A CURA DELL'ASSOCIAZIONE AGORA'
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REALIZZATO A POLISTENA UN PRESEPE ANIMATO DI SUGHERO E MUSCHIO
Il sughero ed il muschio. Di questi elementi si sono serviti Fabio D'Agostino ed il giovane ma già esperto e competente presepista Rocco Nasso, con la collaborazione di Luigi Giovinazzo, per allestire, in un locale sulla centralissima piazza della Repubblica, un originale presepe animato. Grazie alla Società Mutuo Soccorso "Fede e lavoro" presieduta dal dott. Pietro Greco e all'Amministrazione comunale, il polistenese Fabio D'Agostino(socio della Fede e lavoro), il cittanovese Rocco Nasso ed il cinquefrondese Luigi Giovinazzo, dopo un mese di lavoro, hanno realizzato con sughero, muschio e legna, un presepe animato tutto da vedere. La riproduzione dei suoni e dei versi degli animali ed i caratteristici pastori in movimento messi a disposizione dalla Mutuo Soccorso, arricchiscono il presepe animato di piazza della Repubblica. Tra i ruscelli di acqua, le montagne ed i giochi di luci, si possono ammirare: il tosatore di pecore, il maniscalco, il fabbro, il pescatore, il boscaiolo, la polentaia. Il presepe animato di piazza della Repubblica si può visitare, l'ingresso è gratuito, nei giorni feriali dalle ore 18 alle 20,30 e nei giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 20,30.(A.S.)
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POLISTENA: PRESEPE VIVENTE NEL QUARTIERE DELL'IMMACOLATA
Grazie ai giovani della parrocchia Maria SS. Immacolata, sotto la sapiente regia di don Antonio Scordo, ed in collaborazione con la Comunità "Luigi Monti", un intero quartiere della città, quello dell'Immacolata, è stato trasformato in un realistico e caratteristico presepe vivente. Nelle viuzze di questo borgo antico, per l'occasione, hanno riaperto antiche botteghe artigiane, animate dai bambini e dagli adulti. Sotto lo sguardo vigile di antichi centurioni romani, la luce delle torce hanno rischiarato le porte d'ingresso di luoghi che hanno portato alla riscoperta di antichi mestieri: il bottaio, il sarto, il fabbro, il calzolaio, il panettiere, il mugnaio, l'oste, le ricamatrici, il pastore, i laboratori delle tessitrici. Per la gioia dei più piccoli, anche gli animali (pecore, maiali, agnellini), hanno animato il presepe vivente dell'Immacolata.
La stessa parrocchia, in collaborazione con la comunità "Luigi Monti" diretta da fratel Stefano Carìa, in via Morabito, nei locali parrocchiali antistanti la chiesa, ha allestito un bellissimo presepe animato, ricco di pastori in movimento e di realistici paesaggi. Negli stessi locali si può anche visitare un'originale mostra di presepi figlia della fantasia e creatività dei ragazzi della comunità "Luigi Monti".
In tantissimi hanno raggiunto il quartiere Immacolata in questi giorni per visitare ed apprezzare sia il presepe vivente che il presepe animato realizzati da giovani volenterosi ed appassionati, capaci di impegnarsi in parrocchia. Il giorno dell'Epifania si replica.(a.sergio)
E IL PRESEPE ANIMATO A CURA DELLA CHIESA DELL'IMMACOLATA
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L'IRRIPETIBILE MAGIA CHE ACCOMPAGNA LA VENUTA DI GESU'
Da qualche settimana si avverte la salutare sensazione che, come per magìa, torna ogni anno in prossimità delle feste natalizie.
In tutti gli ambienti si trovano piccoli segnali esteriori che annunciano l'approssimarsi della festa e che trasmettono sentimenti di attesa e di letizia.
Basta guardarsi attorno: vetrine addobbate, piccoli abeti in vendita in prossimità della piazza, scintillanti luminarie colorate che rallegrano le strade delle città e dei paesi. Tutto concorre a ricordare che sta per tornare la più sentita festa dell'anno, la festa del calore familiare: il Natale.
Domani, coi suoi semplici ma coinvolgenti riti, prenderà avvio la novena. E si entrerà nel vivo della festa dicembrina che si protrarrà per tutto il mese. Dicembre, infatti, è un mese che corre rapido in un progressivo di feste ed in un'attesa quasi spasmodica del gran giorno di Natale.
A tal proposito un vecchio proverbio ricorda: Sant'Andria portò la nova / ca lu sei è di Nicola/ l'ottu è di Maria, lu tridici di Lucia/ e lu vinticincu di lu Veru Missia.
Domani in tutti i paesi, grandi o piccoli che siano, torneranno gli zampognari a ricordarci con il loro suono che la più attesa ricorrenza festiva dell'intero anno è alle porte.
Secondo la secolare tradizione cristiana, la novena di preparazione alla notte della nascita del Redentore, in molti paesi si concretizza ancora nelle messe "ante lucem" (messe dell'aurora) e nella minuziosa realizzazione ed ultimazione del presepe in chiesa e nelle famiglie. In queste ultime si cominciano anche a riunire tutti i componenti per lunghe ed allegre serate impegnate nel gioco della tombola o per preparare i classici dolci natalizi.
Sottofondo musicale di questo periodo è il caratteristico suono delle zampogne o delle nenie che gruppi di giovani (quasi sempre studenti) eseguono ogni mattina prima dell'alba lungo le strade del paese e ogni sera davanti all'ingresso delle abitazioni precedentemente contraddistinte mediante l'affissione di una immaginetta.
Le messe celebrate in ore antelucane, le musiche tradizionali, le strade e le vetrine scintillanti di luci multicolori sono sufficienti a generare momenti di profondo trasporto ed a creare quella particolare atmosfera di gioia e di attesa che si avverte solo in occasione della festività dicembrina. A queste sensazioni interiori, quasi sempre, a rendere più magica l'attesa del Natale si accompagna il freddo della prima nevicata che incappuccia le cime della Sila e dell'Aspromonte. Nonostante il rigore del clima, per vivere pienamente e cristianamente la novena, però, i fedeli lasciano il letto quando ancora è buio e si recano in chiesa per partecipare alla messa "ante lucem", liturgia strettamente ed esclusivamente connessa alla ricorrenza natalizia.
Non di rado, lungo le strade, si formano gruppi numerosi di giovani fedeli che camminando intonano il classico "Tu scendi dalle stelle". Ma già prima che le campane della chiesa chiamino a raccolta i fedeli per la messa, il profondo silenzio della notte è rotto dal suono delle orchestrine che girano per il paese eseguendo musiche natalizie o dal suono degli ultimi zampognari che ogni anno, puntuali, scendono dalle montagne per dare voce alla più grande festività del mondo cristiano. Questi suonatori, prima di fermarsi sul sacrato della chiesa per accompagnare la funzione religiosa, girando per il paese con le loro querule note costituiscono il sottofondo musicale per quanti, di buon'ora, si apprestano ad iniziare la giornata lavorativa.
In questa consuetudine si può riscontrare la gioia di svegliare la gente alle attività del nuovo giorno con il pensiero rivolto al grande evento religioso che si avvicina.
Di sera, poi, quando gli zampognari, con quell'otre gonfio che dondola sul ventre, girano per le vie del paese, le loro caratteristiche sagome caracollanti s'intravedono in lontananza. Queste tipiche figure di suonatori, appena dopo il tramonto, avvolti in mantelle nere e con in testa un vecchio cappello di feltro, scendono dalla montagna e col volto paonazzo e le guance tese ed arrotondate dall'ininterrotto sforzo sostenuto per tenere sempre riempito di fiato il loro otre, attraversano le vie del paese seguiti da un codazzo di bambini. Perché sono i bambini che, più degli adulti, vivono con intimo trasporto la poesia del Natale resa più magica e suggestiva dal fascino del presepe con la presenza dei re magi e il mistero della stalla che, pur nella sua evidente povertà, è divenuta trono per il Redentore neonato.
UMBERTO DI STILO
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